Un Diario da Casa Ansuini

IL VALORE FUTURO DEI GIOIELLI

La causa avvenuta nella prima metà dell’800 tra il gioielliere Castellani ed il principe Doria Pamphili ci da molte ed interessanti informazioni. Il principe romano si rifiutava di pagare il dovuto al gioielliere che lo portò a processo documentando il lavoro fatto ed i materiali forniti con i relativi costi. Abbiamo così una visione reale del mercato dei preziosi di quel tempo. Era consuetudine utilizzare le materie prime : metalli e pietre preziose per rifare “alla moda” i vecchi gioielli di famiglia. La mano d’opera occorrente era generalmente poca cosa rispetto al valore delle materie prime.

I parametri oggi sono completamente diversi. Il gioiello  artigianale ha un costo del lavoro molto alto, che unito al valore delle materie prime, determina un prezzo, complessivamente sentito, eccessivo rispetto  al  “gioiello firmato” imposto al consumatore con campagne pubblicitarie martellanti. Di qui il declino dell’artigianato orafo in favore dell’industrializzazione del gioiello.

Queste produzioni seriali sono abilmente dissimulate con marchi di antiche Maison di gioielleria la cui fama era cresciuta attraverso generazioni di creatori di gioielli artistici ed il cui possesso era sinonimo di High  Society.  Oggi chi indossa uno di questi “gioielli firmati” è catturato dalla narrazione della storia di quei creatori, dalle immagini dei  loro meravigliosi gioielli unici, prodotti nel tempo ed ancora di più da una pubblicità martellante che propone a prezzi contenuti la possibilità di far crescere la propria rappresentazione di se. Tuttavia c’è l’esigenza, per supportare tutto questo processo, di un elevatissimo valore aggiunto. Questo è generato dalla  quantità di pezzi prodotti e dalla   forbice tra il valore intrinseco ed il prezzo di vendita. La grande produzione e la conseguente necessità di vendita globale porta inevitabilmente ad una standardizzazione di stile e di raffinatezza.  Abbiamo quindi come risultato finale nella vendita di  gioielli  di “collezioni firmate” un numero elevato di monili uguali tra loro, un valore intrinseco basso ed un livellamento di stile.

Con queste premesse quale può essere l’orientamento di acquisto per chi desidera un gioiello che presumibilmente possa anche mantenere il suo valore a livello internazionale nel

tempo?  La risposta la danno i risultati delle aste di gioielli dove s’incontra la domanda e l’offerta globale e dove i valori sono effettivi. Il parametro è la differenza tra il valore intrinseco dei materiali ed i prezzi di aggiudicazione.

Lo spartiacque è l’industrializzazione orafa degli ultimi lustri del XX secolo. I gioielli seriali prodotti dopo questo periodo hanno una forbice  molto bassa che aumenta, ma non di troppo, per i cosiddetti “gioielli firmati”.  Il valore di questi ultimi è legato inoltre a fluttuazioni del marchio e della moda.

I gioielli prodotti precedentemente sono di numero complessivamente limitato a fronte di un’ utenza globale in crescita e la cui sensibilità artistica è in rapida evoluzione. La produzione storica delle grandi Maison, presenta gioielli artigianali, creati da grandi designer, per una clientela estremamente sofisticata ed elegante. Oltre alla presenza di pietre preziose di grande qualità, la limitata produzione determina una sempre maggiore richiesta  con conseguente aumento di valore.  Un valore aggiunto è dato dalla costruzione in periodi storici  legati con i gusti attuali. Un gioiello firmato Cartier degli anni ’30 del XX secolo oggi raggiunge cifre molto interessanti che hanno pochi riferimenti al valore del metallo e delle pietre.

I gioielli artigianali non firmati dell’800 e del periodo successivo registrano valori aggiunti che

dipendono dalla qualità della manifattura non raggiungendo comunque mai le quotazioni di quelli  eseguiti negli ateliers delle grandi Maison.

Gli attuali parametri del mercato sono favorevoli alla nascita di nuove  “Maison” che riprendano l’antica arte orafa e, concentrandosi su una lavorazione estremamente sofisticata ed artigianale, soddisfino il desiderio di individualità e di centralità dell’Uomo ancora persistente e si spera sempre più esteso.

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