ARTE, POTERE E VALORE NEL NUOVO ORDINE MULTIPOLARE * Parte 2
SERGIO ANSUINI * Roma 4 Giugno 2026
PARTE II
CHI COSTRUISCE IL VALORE?
Sistemi d’Area e costruzione del valore culturale
Alla fine del primo articolo abbiamo lasciato aperta una domanda: chi determinerà il valore dell’arte nel mondo multipolare che sta emergendo? La risposta non riguarda soltanto il mercato e nemmeno soltanto i collezionisti. Riguarda la capacità di costruire consenso culturale, memoria storica e legittimazione simbolica.
Per oltre trent’anni il sistema artistico internazionale ha avuto un baricentro relativamente definito. Le principali case d’asta, i grandi musei, le università più influenti, le riviste specializzate, le grandi fiere e una parte significativa del collezionismo globale hanno operato all’interno di un ecosistema largamente centrato sull‘Occidente, contribuendo alla formazione di un sistema di legittimazione sorprendentemente coerente.

Oggi questo equilibrio potrebbe entrare in una fase di trasformazione.
Il multipolarismo viene generalmente interpretato come una redistribuzione del potere tra Stati. La realtà potrebbe però essere più complessa. I protagonisti del nuovo scenario non saranno necessariamente i singoli Stati, ma quelli che potremmo definire Sistemi d’Area: insiemi relativamente coerenti di istituzioni, attori economici e infrastrutture culturali che condividono un medesimo orizzonte storico e strategico.
Uno Stato può rappresentarne il centro politico, ma non coincide con esso. Università, musei, fondazioni, media, grandi gruppi economici, sistemi educativi, centri di ricerca e piattaforme digitali contribuiscono tutti alla costruzione del valore.
Molti dei soggetti che partecipano a questo processo operano nella convinzione di agire autonomamente. Ed è probabilmente così. Le loro scelte, tuttavia, si sviluppano all’interno di un contesto culturale che contribuisce a definire ciò che appare importante, innovativo o storicamente rilevante.

La storia dell’arte offre numerosi esempi di questi processi. La Chiesa tra Rinascimento e Barocco non costruì la propria influenza culturale soltanto attraverso le committenze pontificie. Attorno ad essa operava una vasta rete di istituzioni religiose, culturali e politiche che contribuivano alla diffusione di una comune visione del mondo. Oggi i meccanismi sono diversi, ma il principio generale rimane riconoscibile: il valore nasce raramente da un singolo atto di volontà. Più spesso emerge dall’interazione di molteplici soggetti inseriti nello stesso contesto storico e culturale.
Se il XXI secolo sarà realmente multipolare, è possibile che emergano più Sistemi d’Area capaci di costruire criteri di valore differenti. Il sistema euro-atlantico potrebbe non essere più l’unico centro di legittimazione culturale globale. Accanto ad esso potrebbero consolidarsi sistemi sino-asiatici, mediorientali o indiani, ciascuno dotato delle proprie istituzioni, delle proprie reti culturali e delle proprie gerarchie simboliche.
La questione non riguarda soltanto il mercato dell’arte. Riguarda la definizione stessa del canone. Chi deciderà quali artisti rappresentano il nostro tempo? Quali opere entreranno nei musei del futuro? Quali narrazioni culturali verranno trasmesse alle generazioni successive?

Per gran parte del Novecento queste domande hanno ricevuto risposte relativamente convergenti. Nel mondo che si sta formando non è affatto scontato che accada lo stesso. Potremmo assistere alla nascita di una pluralità di centri di legittimazione, ciascuno capace di produrre propri criteri di riconoscimento e proprie gerarchie culturali.
Molti dei Sistemi d’Area che oggi sembrano emergere non nascono dal nulla. Affondano le proprie radici in tradizioni culturali profonde che un lungo ciclo storico aveva progressivamente oscurato senza mai cancellare.
La competizione tra le grandi aree del pianeta potrebbe quindi riguardare non soltanto tecnologie, risorse o rotte commerciali, ma anche la capacità di costruire valore culturale. In questo scenario l’arte potrebbe tornare a essere uno dei luoghi in cui si misura l’influenza delle diverse aree del mondo. Se ciò accadrà, la questione non sarà soltanto chi acquisterà le opere più importanti, ma chi contribuirà a definire il canone del futuro.
Forse la sua ridefinizione è già cominciata.
