ARTE, POTERE E VALORE NEL NUOVO ORDINE MULTIPOLARE * Parte 1
SERGIO ANSUINI * Roma 3 Giugno 2026
PARTE I
IL CAPITALE SI RIFUGIA NEL CAPOLAVORO
Multipolarismo, concentrazione della ricchezza e nuove geometrie del mercato dell’arte
New York, maggio 2026. In appena una settimana Christie’s, Sotheby’s, Phillips e Bonhams hanno concentrato vendite per oltre 2,5 miliardi di dollari, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Jackson Pollock aggiudicato per 181 milioni di dollari, Constantin Brâncuși per 107, Mark Rothko per 98. Numeri importanti, ma non ancora ai livelli record del novembre 2022. Eppure le aste newyorkesi di questa primavera raccontano qualcosa che va oltre le cifre.
Il mercato dell’arte non è soltanto uno specchio della ricchezza. È spesso uno specchio delle trasformazioni profonde del potere economico e politico. Per comprendere ciò che sta accadendo oggi non basta osservare le aggiudicazioni. Occorre guardare alle forze che stanno ridisegnando il mondo.
Per oltre trent’anni la globalizzazione ha favorito una crescente integrazione dei mercati e una straordinaria espansione della ricchezza globale. Questa crescita, tuttavia, non è stata distribuita in modo uniforme. La concentrazione patrimoniale è aumentata mentre il quadro geopolitico è diventato progressivamente più complesso. Il ritorno della competizione tra grandi potenze, la regionalizzazione delle catene produttive, i dazi, le sanzioni e le tensioni strategiche stanno contribuendo alla formazione di un contesto sempre più multipolare.

La ricchezza non scompare: si riorganizza
In questo scenario alcuni settori caratterizzati da forti concentrazioni di capitale – dall’alta tecnologia alla difesa, dall’energia alle infrastrutture – assumono un peso crescente. Non è possibile stabilire un rapporto diretto tra queste dinamiche e il mercato dell’arte, ma è plausibile che esse contribuiscano ad accentuare una tendenza osservabile da decenni: la progressiva concentrazione della domanda sulle opere considerate insostituibili.
Il fenomeno non nasce oggi. Gli analisti del mercato dell’arte lo osservano da almeno quarant’anni. Nei periodi di incertezza il capitale tende a privilegiare ciò che appare raro, riconosciuto e difficilmente replicabile. Provenienze leggendarie, qualità museale e assoluta rarità diventano elementi decisivi. Non sorprende quindi che una parte significativa del fatturato di Christie’s sia stata generata da appena sedici opere provenienti da una sola collezione.

La relazione tra arte e potere, del resto, non è una novità della contemporaneità. La Chiesa tra Rinascimento e Barocco comprese con straordinaria lucidità la forza delle immagini. Le grandi committenze pontificie non contribuirono soltanto alla nascita di alcuni dei massimi capolavori della storia dell’arte, ma anche alla costruzione di una narrazione universale del ruolo spirituale e politico del papato. L’arte divenne così uno strumento di prestigio, legittimazione e influenza culturale.
Oggi il contesto è radicalmente diverso, ma la domanda di fondo rimane sorprendentemente attuale.
Il sistema artistico internazionale continua infatti a essere organizzato attorno a meccanismi di legittimazione che hanno il proprio centro storico in Occidente. Nuovi collezionisti asiatici, mediorientali, africani e latinoamericani partecipano sempre più attivamente al mercato globale, ma lo fanno ancora prevalentemente all’interno di strutture di valore costruite da musei, università, case d’asta, gallerie e istituzioni nate in Europa e negli Stati Uniti.
La questione è se questa situazione sia destinata a durare.
Le aste di New York raccontano ancora la forza di questo sistema. Raccontano però anche l’inizio di una possibile trasformazione. Se il mondo che emerge sarà realmente multipolare, la questione non riguarderà soltanto chi acquisterà le opere più importanti. Riguarderà soprattutto chi avrà la capacità di stabilire quali opere saranno considerate importanti.
È una domanda che supera il mercato e investe direttamente il rapporto tra arte, cultura e potere.
(Continua)
