LO STATO DELL’ARTE * L’ARTE ITALIANA ILLUMINA IL MONDO
SERGIO ANSUINI | ROMA, 27 MARZO 2026
New York, Roma e Firenze celebrano con delle mostre da non perdere, quasi in simultanea nel mese di Marzo, i Maestri che hanno costruito l’anima visiva dell’Occidente. Raffaello a New York, Giotto a Firenze e Caravaggio a Roma. I tre artisti sono vissuti in tre secoli differenti, ma sono uniti dal filo rosso della forma che diviene pensiero. In un momento storico di uragani politici, dove tutto sembra naufragare, la collaborazione tra musei di diverse nazioni ci dice che è possibile costruire ponti tra conformismi differenti nel nome superiore dell’arte. La storia dell’arte non è un “sepolcro imbiancato” ed il Bello è un linguaggio vivo di serenità e di pace che può affratellare gli uomini in un sentire comune. Nel dialogo di questi sommi artisti con l’infinito possiamo dire che Raffaello parla con la Grazia, Giotto con lo Spazio e Caravaggio con la Luce. Queste mostre, in un’epoca di veloce superficialità, ci invitano ad osservare lentamente, a sentire il peso della materia pittorica e distinguere il buio dalla luce. Con l’”Ordo ab Chao” ci restituiscono la misura del mondo.

(Raffaello Sanzio – Ritratto di Baldassarre Castiglione)
Dal 29 Marzo al 28 Giugno 2026 a New York, al Metropolitan Museum of Art è ospitata quella che è già considerata l’esposizione dell’anno. Una mostra senza precedenti negli USA dedicata a Raffaello Sanzio (1483-1520). La mostra è curata da un team internazionale ed è stata resa possibile da negoziati diplomatici durati sette anni. “Raphael: Sublime Poetry” presenta 237 opere provenienti da oltre 30 Istituzioni di tutto il mondo tra cui la Galleria Borghese, gli Uffizi, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo di Capodimonte ed altri. Tra i capolavori si può ammirare “La Madonna d’Alba” “La Fornarina” ed il celebre “Ritratto di Baldassarre Castiglione”. E’ stato restaurato e viene presentato anche “Lo Stendardo delle Santissima Trinità” di Città di Castello, simbolo del giovane Raffaello agli esordi.

(Raffaello Sanzio – Stendardo della Santissima Trinità)
All’entrata della mostra, con gli archi a tutto sesto realizzati per l’allestimento, si sviluppa una scenografia di equilibrio e silenzio. Si offre al visitatore la sensazione di respirare la misura e la grazia del Rinascimento Italiano. Nelle sale si avverte la tensione tra umanità e trascendenza, tra proporzione e pathos che sono il segno più alto dell’artista.
Il MET celebra Raffaello come il più grande “influencer dell’arte” in quanto tutte le arti successive, dalla pittura neoclassica alla fotografia contemporanea hanno assorbito la sua capacità di creare una narrazione visiva. “Sublime Poetry” non è solo una mostra storiografica, ma anche un esercizio critico sulla leggibilità del visivo in un’epoca di saturazione dell’immagine.

(Giotto – Compianto sul Cristo Morto)
A Palazzo Strozzi a Firenze dal 28 Marzo al 21 luglio 2026 è presente la mostra Giotto (1267-1337) “L’invenzione dello spazio sacro”. Sono presentate circa 120 opere tra tavole, frammenti di affreschi, e miniature provenienti da musei italiani ed europei come il Louvre e la National Gallery di Londra. La mostra si propone di ripensare l’opera di Giotto che è percepita principalmente come semplice precorritrice del Rinascimento. Si pone l’accento sulla spazialità come esperienza emotiva. Il grande artista supera la maniera pittorica greca portandola dal simbolismo medioevale al realismo umanistico. A fronte della staticità bizantina dà vita alla umanizzazione del sacro che assume pose e sentimenti più umani. Abbandona la bidimensionalità, i fondi oro e introduce la tridimensionalità, la prospettiva ed il chiaroscuro. La profondità emotiva nei volti apre la porta ad una semantica dello sguardo che unisce il corpo ed il senso.
Cennino Cennini (1370-1440) nel suo “Libro dell’Arte” scrisse che Giotto “Mutò l’arte di dipingere di greco in latino”. Con il grande pittore nasce l’arte moderna.
Alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia dal 14 Marzo al 14 giugno si celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco con l’evento espositivo “Giotto e San Francesco”. Circa 60 opere illustrano il dialogo tra il pittore e l’ordine francescano evidenziandone l’impatto nell’Umbria del ‘300.

(Bartolomeo Manfredi – I giocatori di carte)
Roma, unica e meravigliosa, mostra gratuitamente sei capolavori di Caravaggio in tre chiese storiche. San Luigi dei Francesi, accanto al Senato della Repubblica, a non più di duecento metri la Basilica di Sant’Agostino e con una breve passeggiata la Basilica di Santa Maria del Popolo
Dal 7 Marzo al 7 Giugno 2026 al Museo Storico della Fanteria la mostra “Caravaggio e i maestri della luce” presenta dipinti di pittori italiani ed europei che illustrano come il “Caravaggismo” sia stato una vera lingua internazionale della pittura barocca. Le opere raccontano una realtà popolare, carnale, violenta, ma profondamente spirituale.
La mostra si conclude confrontando le opere con fotografie di artisti contemporanei (Sebastiao Salgado e Bill Henson). La tesi è che il chiaroscuro non è un effetto, ma un modo di vedere il mondo.