ADRIAN PACI: L’ARTE COME SOGLIA TRA IDENTITÀ E MIGRAZIONE
INSIDEART| ROMA 19 GIUGNO 2025
Adrian Paci è un artista albanese nato a Scutari nel 1969, la cui ricerca si distingue per la capacità di intrecciare esperienze personali con riflessioni universali sulla migrazione, l’identità, la memoria e la condizione umana. Trasferitosi in Italia negli anni ’90, ha vissuto in prima persona le sfide dell’esilio, un’esperienza che ha profondamente influenzato il suo percorso artistico. La sua opera si esprime attraverso diversi media — video, scultura, fotografia e installazione — e si caratterizza per una forte componente simbolica e poetica, capace di evocare emozioni e interrogativi senza mai cadere nella retorica.

(Adrian Paci – 2017)
Le sue opere esplorano temi come il viaggio, l’attesa, la perdita e la speranza, spesso mettendo in scena gesti quotidiani che acquisiscono una dimensione simbolica universale. Un esempio significativo è la scultura Home to Go (2001), in cui l’artista si ritrae come una figura umana che sorregge sulle spalle un tetto capovolto, evocando l’idea di un’umanità sospesa tra trascendenza e precarietà. Quest’opera, esposta nella mostra No Man is an Island inaugurata l’11 giugno 2025 nello spazio Conciliazione 5 a Roma, rappresenta un potente simbolo del viaggio forzato e della ricerca di un luogo di appartenenza.
La mostra No Man is an Island, curata da Cristiana Perrella, è il secondo appuntamento del progetto Conciliazione 5, promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione del Vaticano in occasione del Giubileo 2025. Il progetto si propone di affrontare temi di forte impatto sociale attraverso interventi artistici che dialogano con lo spazio urbano e con la comunità. Ogni mostra si sviluppa in due sedi: la window gallery di Conciliazione 5, visibile 24 ore su 24 su via della Conciliazione, e un luogo cittadino di prossimità, legato al tema trattato. Nel caso di Paci, l’opera è esposta anche presso l’Ospedale di Santo Spirito in Sassia, un luogo simbolo di accoglienza e cura.

(No Man is an Island, 11 giugno 2025, Conciliazione 5 – Roma)

(Ph. Francesco Gili; Courtesy Adrian Paci e Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede)
La scelta del titolo No Man is an Island richiama il celebre verso di John Donne e sottolinea l’idea che nessuno è veramente isolato: ogni individuo è parte di una comunità, e la sofferenza e la speranza sono esperienze condivise. Paci, con la sua sensibilità artistica, invita lo spettatore a riflettere sulla condizione del migrante, sull’importanza dell’accoglienza e sulla necessità di costruire ponti tra le diverse culture e storie.
L’opera di Adrian Paci, attraverso la sua forza evocativa e la sua profondità emotiva, offre uno spazio di riflessione sul nostro tempo, invitandoci a considerare le esperienze degli altri come parte integrante della nostra umanità condivisa.

(Adrian Paci, The Column – 2013)